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  • Alberta Brambilla Pisoni
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    in risposta a: alienazione parentale #3890

    Non so quanto possa il Giudice intervenire per scongiurare che si mettano in atto comportamenti tali da arrivare ad una PAS.Credo che la sensibilizzazione debba avvenire a monte. Bisogna parlarne in ogni contesto possibile: nell’ambito scolastico,medico, lavorativo.A mio avviso il Giudice e gli avvocati nella separazione consensuale dovrebbero essere garanti degli interessi dei minori. Nelle separazioni giudiziali la decisione spetta al Giudice e già ora mi sembra abbia tutti gli strumenti per un intervento impositivo a tutela dei minori. Il problema sorge dopo.Infatti,usciti dalla sfera del giudizio,può succedere che la vendetta si esplichi attraverso la coercizione diretta o indiretta della volontà del minore al punto di allontanarlo definitivamente dall’altro genitore, il quale a sua volta,il più delle volte lascia perdere, rendendosi così complice del misfatto.Se si ricorre al Giudice tutelare qualcosa si può ottenere.Ma ripeto nella maggioranza dei casi la situazione si evolve senza che si cerchi una soluzione ricorrendo all’autorita’ giudiziaria.Frase che ho sentito tante volte:”Quando sarà grande capira’”
    Il disegno legge Pillon non mi piace.Troppa intromissione nella famiglia.La figura del mediatore che incombe.Previsto anche per il divorzio.I nonni nel conflitto,follia pura.L’addebito tolto . La norma relativa alla casa coniugale contraddittoria in più punti e insensibile all’interesse del minore.
    In ogni caso ha ragione Lucrezia importante è il confronto sereno,altrimenti si correrà il rischio di trovarsi comunque a dover interagire con una legge veramente brutta.

    Alberta Brambilla Pisoni
    Partecipante
    Post totali: 2

    Carissime a me è successo di dover assistere due nonni che avevano cresciuto la nipotina e che sono stati privati da ogni contatto da parte della loro figlia che, separatasi dal marito e in attesa di un altro bambino da un nuovo compagno, non aveva gradito alcune loro considerazioni.Nonostante l’intervento in adesione del padre naturale, il Tribunale dei minori ,ritenendosi in volontaria giurisdizione non si è mai pronunciato e dopo anni ha archiviato.La difficoltà del Giudice,che aveva preso in simpatia la figlia,era propio dovuta al fatto che il comportamento ostativo non era messo in atto da una nuora o dal genero.
    Abbiamo avuto più udienze con vari rinvii e infine un limbo perché il magistrato riteneva che un provvedimento a favore o a torto potesse creare un divario insanabile.
    Per un po’ mi sono informata e poi avvertendo una perdita di fiducia da parte dei miei assistiti che invece avrebbero preteso un provvedimento impositivo ho lasciato perdere.
    Ora come dice Maria un provvedimento se richiesto è dovuto,ma siamo sicuri che poi nei fatti non potrebbe che creare ancora più disagio nel minore preso in mezzo a due fuochi e che fuochi con entrambi i genitori contrari.

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