Parere svolto – La norma extrapenale del calcolo del tasso di soglia nell’usura di Giovanni Fornabaio

//Parere svolto – La norma extrapenale del calcolo del tasso di soglia nell’usura di Giovanni Fornabaio
Parere svolto – La norma extrapenale del calcolo del tasso di soglia nell’usura di Giovanni Fornabaio2019-10-19T16:53:59+02:00

Project Description

Tizio, versando in stato di bisogno, si rivolge nell’anno 2010 a Caio e si fa prestare  una somma di denaro  dell’importo di euro 100.000  pattuendo un tasso di interesse  nella misura del 15%. A garanzia dell’obbligazione di restituzione rilascia assegni postdatati a favore di Caio. Non riuscendo a rientrare nei pagamenti, Tizio denuncia Caio per usura nell’anno successivo alla dazione del prestito, successivamente cioè all’entrata in vigore del D.L. 13 maggio 2011 n. 70 (decreto sviluppo). Caio viene tratto in arresto per il reato di usura in danno di Tizio il quale si difende non contestando i fatti nella loro materialità ma affermando che il reato non è stato consumato a causa del mancato pagamento di tutte le rate.  Il candidato, premessi cenni generali sulla norma penale in bianco e sul principio di retroattività della legge più favorevole al reo con riguardo alla fattispecie criminosa del reato di usura, svolga, con parere motivato, la difesa di Caio.

 

I fatti oggetto di narrativa impongono di affrontare diverse questioni giuridiche.

In primo luogo, occorre definire gli elementi costitutivi del reato di usura, delitto che ricorre in tutte le ipotesi in cui taluno si fa dare o promettere interessi o altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità.

Alla luce di tale definizione, è quindi necessario stabilire il limite oltre il quale un interesse può definirsi usurario.

In secondo luogo, è di assoluta importanza l’individuazione del momento consumativo del reato di usura, onde accertare dapprima la norma da applicare al caso concreto, e successivamente, il tasso di interesse soglia a partire dal quale è configurabile il reato di usura stesso.

Detta questione rileva ai fini dell’applicabilità del principio di irretroattività della legge penale sfavorevole alla norma extrapenale che integra una norma incriminatrice, fattispecie tipica del reato di usura che, come noto, è norma penale in bianco, nella misura in cui la disposizione incriminatrice di riferimento rimanda a norme pubblicistiche per la determinazione della misura legale degli interessi, misura che potrebbe tuttavia mutare nel corso degli anni e incidere sulla stessa configurabilità del reato.

Il reato di usura è previsto dall’articolo 644 del codice penale. Esso si configura come un reato contratto all’interno del quale un soggetto viene indotto alla pattuizione di interessi o di altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro a titolo di mutuo. Si verifica una lesione del patrimonio del soggetto indotto, che assurge ad elemento costitutivo del reato, nella misura in cui gli interessi o gli altri vantaggi usurari risultano sproporzionati rispetto a quanto ammesso dalla legge o dalle pratiche commerciali correnti. Con la riforma del 1996 del capo di reato di usura, non è più richiesto, invece,  come elemento costitutivo del reato l’approfittamento dello stato di bisogno della parte offesa, che è tuttavia rilevante come circostanza aggravante del reato.

La giurisprudenza non è maggioritaria, bensì granitica, nell’affermare che il reato di usura si consuma anche con la sola promessa di interessi o di altri vantaggi usurari, non essendo richiesto ai fini della configurabilità dello stesso il pagamento di tutte le rate e quindi intendendo come momento consumativo il pagamento dell’ultima. Pertanto, sarà configurabile il reato in esame anche in caso di inadempimento dell’obbligazione da parte del soggetto indotto alla pattuizione sproporzionata.

Il caso di specie vede Tizio rivolgersi a Caio per il prestito di una somma di Euro 100.000,00. Tizio, versando in uno stato di bisogno, accetta le condizioni di Caio, ossia un tasso di interesse da applicare alla somma mutuata pari al 15 %. Tizio, tuttavia, non riesce ad adempiere alla sua obbligazione restitutoria e denuncia Caio per il reato di usura, il quale si difende dicendo che non tutte le rate erano state pagate e che quindi il reato non poteva ritenersi consumato.

Giova ricordare quanto appena affermato in tema di consumazione del reato di usura, nel senso che il reato di usura si consuma anche con la sola promessa di interessi o di altri vantaggi usurari. Ragione per cui è da considerarsi totalmente infondata la difesa di Caio.

Serve allora soffermarsi sulla verifica dell’usurarietà degli interessi pattuiti.

Caio ha indotto Tizio, per di più in stato di bisogno, ad accettare le sue condizioni in merito alla misura degli interessi da applicare alla somma mutuata. Detta misura ammonta al 15 %. Il contratto di mutuo in esame è stato sottoscritto nel 2010, anno in cui il limite oltre al quale gli interessi sono da considerarsi sempre usurari era ampiamente superato, perché pari al 5 %.

Trattandosi infatti di contratto di mutuo usurario rimasto inadempiuto, ai fini della configurabilità del reato di usura basta la sola promessa di interessi o altre utilità usurarie, prestata proprio nel 2010.

Inoltre, essendo la norma in commento norma penale in bianco, varrebbe la pena chiedersi se il mutamento, invero al quanto frequente, dei criteri di calcolo del tasso soglia, e quindi del limite oltre al quale un interesse potrebbe dirsi usurario, potrebbe incidere sulla configurabilità del reato di usura in questione in virtù del disposto di cui all’articolo 2 del codice penale, comma secondo, che come noto prevede l’impunibilità sulla base di un fatto che non è più previsto dalla legge come reato. La giurisprudenza tende ad escludere che la riforma di un elemento extrapenale in senso favorevole per l’imputato o il condannato, che integra una norma incriminatrice, può rilevare ai fini dell’applicabilità del principio de quo. Il decreto sviluppo del 2011, anno in cui Tizio ha denunciato Caio, alza il limite di un punto percentuale. Ne consegue la totale irrilevanza della questione nel caso di specie, essendo l’interesse richiesto da Caio pari al 15 %.

Restando a disposizione per qualsiasi chiarimento, si coglie l’occasione per porgere molti cordiali saluti.

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